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Luoghi perduti: La grotta delle palombe
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Luoghi perduti: La grotta delle palombe

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Di formazione lavica, costituita da stupefacenti basalti colonnari (come quelli che possiamo apprezzare nelle gole dell’alcantara) la grotta delle palombe era situata a strapiombo sul mare, nell’attuale paesino di Santa Maria la Scala, frazione di Acireale in provincia di Catania.

La mitologia

Ruotano a questa grotta ben due leggende: la prima leggenda, raccontata negli scritti di Ovidio nel XIII libro delle Metamorfosi, narra della storia d’amore svoltasi alle pendici dell’Etna tra Aci e Galatea, vissuta proprio dentro la grotta delle palombe utilizzata come rifugio segreto per scappare dalle ire di Polifemo.

Raffigurazione storica di Camille saglio di come si presentava la grotta dopo uno dei tanti crolli.
Raffigurazione storica di Camille saglio di come si presentava la grotta dopo uno dei tanti crolli.

L’altra leggenda narra della ninfa Ionia che curava i colombi che tutti gli inverni si rifugiavano dal freddo all’interno grotta. Le altre ninfe, invidiose ostruirono l’ingresso facendo così morire i colombi La ninfa Ionia sconfortata da questo episodio fece crollare la grotta seppellendosi con i suoi amici colombi.

Oggi di quella importante cavità naturale però non rimane più nulla. Nel 1972 anche l’ultimo baluardo, che testimoniava l’esistenza della grotta, si inabissò distrutto dalle mareggiate. un singolare scoglio chiamato il Pugno.

il pugno - grotta della palombe

Eliseo Reclus



A ricordare come la grotta era un tempo, restano alcune splendide incisioni; tra le più belle quella di Sebastiano Ittar e quella che illustra il viaggio in Sicilia di Eliseo Reclus. Ecco come quest’ultimo, durante il suo viaggio del 1865, descrive la celebre grotta marina prima che il mare la distruggesse:

“Al nord del villaggio de’ pescatori, gli arditi esploratori che non si scoraggiano a sormontare taglienti rupi ed enormi frane di scogliere possono godere la prospettiva di una bella grotta, che presentasi come un portico alla base di una parete piuttosto perpendicolare. Siffatta caverna, nella quale s’ingolfano le onde e dove si odono incessantemente i rantoli ed i singhiozzi prodotti dall’aria imprigionata, rassomiglia per la forma alla famosa grotta basaltica di Fingal nell’isola di Staffa. Da ogni banda dell’apertura le masse di lava sono disposte in colonneirregolari di quattro a cinque metri di altezza, le une completamente verticali, le altre piegate verso il centro sotto il peso delle roccie sovrapposte. Al di sopra di queste colonne inferiori giace una seconda fila di prismi, le di cui stalattiti costituiscono il tetto della caverna, rassomigliate a quello di una volta gotica. Più in alto le roccie molto compatte assumono aspetto di giganteschi pilastri; è evidente che il pondo delle enormi valanghe di lave superiori non fu bastevole a dare una struttura colunnare a tutta la massa.”

 

Oggi purtroppo  rimane ben poco della grande e storica grotta. E’ possibile visionare i bellissimi basalti colonnari solo via mare.

basalti colonnari - grotta delle palombe
come si presenta oggi il sito che ospitava la grotta
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