Home Reportage Luoghi Perduti: Il lago di Naftia
Luoghi Perduti: Il lago di Naftia
0

Luoghi Perduti: Il lago di Naftia

814
0

L’incanto e le emozioni che sono in grado di procurare i miti e le leggende legate all’isola siciliana sono notevoli. Grazie alle diverse dominazioni che si sono susseguite nel corso della storia, la Sicilia può vantare molti miti, molte leggende sia sacre che profane legate alla tradizione greca, alla religione e alle credenza popolari.

La storia di cui vi parliamo oggi affonda le radici in epoche remote. La mofeta dei Palici, (mofeta dal latino “odore malsano”) anticamente chiamato Il lago di Naftia (dal greco naphthia, bitume) ,  sorgeva  fra i rilievi degli Erei e degli Iblei, sotto l’altipiano di Rocchicella,  a est della valle del fiume Margi, nell’attuale comune di Mineo in provincia di Catania.

Vulcanismo Secondario

Formato da due specchi d’acqua identici, Il lago di Naftia, era noto per le sue manifestazioni di vulcanismo secondario, dove il gas (anidride Carbonica) risaliva provocando turbolente manifestazioni con getti di acido carbonico. Dei veri e prorpi geyser , che facevano comparire nella superficie dello specchio d’acqua  sostanze oleose che il gas trascinava lungo la risalita . Uno spettacolo talmente spaventoso che gli abitanti delle sicilia antica , i Siculi , identificarono proprio in quel luogo la dimora delle loro divinità.

La Mitologia

Il lago di Naftia come poteva apparire oggi
l’aspetto che probabilmente aveva il lago nell’antichità.

Il storia legata al mito racconta che sulle sponde di questo sinistro lago sorgeva il Santuario dei Palici. I Palici ( menzionati nelle Metamorfosi di Ovidio e nell’Eneide di Virgilio) erano due gemelli, figli del dio Adrano e della ninfa Etna. Il mito fu creato dagli antichi Greci che non si sapevano spiegare il particolare fenomeno che interessava il lago. Secondo gli storici Romani invece, i due gemelli erano figli della ninfa Talia e di Zeus, che la seppellì sottoterra, così che potesse partorire in pace, lontana dalle ire di Era, la gelosa moglie di Zeus; le frequenti ebollizioni delle acque del lago, non erano dunque altro che i tentativi della ninfa di portare alla luce i suoi figli. Quando così vennero alla luce due fratelli gemelli vennero chiamati Palici in quanto venuti alla luce dalle tenebre. Fu così che le popolazioni dell’epoca dedicarono  ai Palici  il santuario che sorgeva sulle rive del lago.



Il lago di Naftia raffigurazione storica

Nei secoli il tempio venne legato a strani riti, alcuni terrificanti,  divenne  anche meta di pellegrinaggi, e fu distrutto e ricostruito più volte. Per via delle sue esalazioni mortali era legato ad una strana credenza: chiunque vi entrasse sarebbe morto all’istante se avesse chinato la testa verso il basso, e per accedere avrebbe dovuto tenere il capo dritto fino ad arrivare all’altare del tempio.

Cosa rimane.

Oggi però di quest’antica architettura non rimane più nulla e non si sa molto a riguardo, si presume  che il tempio fosse piuttosto imponente e ricco di decorazioni magnificenti. Della sua struttura parlò anche Diodoro Siculo descrivendolo come uno degli edifici più maestosi e imponenti della Sicilia. Le uniche testimonianze archeologiche che sono rimaste in quella zona sono i resti dell’antica acropoli della città sicula di Palikè, nata per volere di Ducezio re dei Siculi. Tutt’oggi visitabile.  Rigurado Il lago di Naftia le testimonianze recenti sono alcune raffigurazioni di inizio ‘900 e un video storico dell’istituto luce. https://www.youtube.com/watch?v=2f0rP_4muY

Come preannuncia il video, oggi sull’antico lago sorge un’azienda che ne estrae anidrite carbonica. Qualcuno goliardicamente in giro ha detto, che il lago anche se oggi non esiste più, è comunque dentro ognuno di noi. Perché vi starete chiedendo?  l’anidrite carbonica (le bollicine) che si utilizza per realizzare le bevande di tutto lo stivale,  comprese le acque frizzanti, proviene esattamente dal lago di Naftia.

Il lago di Naftia
raffigurazione storica
Share this:

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *